30 luglio 2013

LA VOCE DEI POETI.

Suggestivo questo dipinto
“Viandante nel mare di nebbia”
di Claudio Tesser
Tutti hanno bisogno del poeta, egli deve cantare canzoni per i cuori innamorati, sussurrare i segreti della vita al viandante che contempla la notte e cerca di
comprendere il mormorio dell’oscurità, deve cantare per chi ride e per chi piange,
e soprattutto per questa umanità che vive in un mondo inquinato da mille effimere esaltazioni. 

Il poeta scioglie i legami che frenano il volo e apre il varco per meglio comprendere questo presente e il futuro che sarà. 

Poi, quando s’avvicina la sera
del poeta, egli la sente, e ancor più s’indugia in colloquio intimo con se stesso.

Sì.
Bisogna ascoltare la voce dei poeti.

21 luglio 2013

GUARDO I GABBIANI...

I gabbiani, questi irrequieti uccelli marini, che spesso ho ammirato librarsi in volo, seguire i pescherecci, carichi di uomini e pesci, che tornano nei porti dopo la notturna pesca al largo, in attesa di cibarsi dei pesci che i pescatori rigettano in mare. A volte si lanciano all’improvviso sulle barche piene di pesci per carpine alcuni al volo. All’alba li ho visto adagiati sui pali dei mitili, bianchi e maestosi. Mi capita spesso di passeggiare lungo la battigia, dopo un notturno uragano, così possiamo trovarci inconsapevolmente dentro le nostre riflessioni, ad ogni passo un pensiero ove rintracciare la perduta serenità e finalmente noi stessi. E poi fermarci all’improvviso davanti a due gabbiani senza più vita posati sulla rena bagnata. I pescatori mi raccontavano che le coppie di questi uccelli marini non volano mai soli fino all’ultimo giorno quando s’accasciano sulla proda salmastra per morirvi insieme. Così ritorna, frequente e caro, il tema del distacco, così come il senso del silenzio nascosto nell’odore dei mesi e delle stagioni. Il cuore è un cimitero di ricordi, così tutta la terra si fa, per esteso, cimitero di ricordi, luogo deserto e desolante, senza più neppure l'attesa o l’illusione di riempire un vuoto incolmabile.
(Antonio Ragone)

14 luglio 2013

CASE DI MARE.

 


CASE DI MARE

Nelle case di mare
c’è sempre qualcuno da aspettare,
guardare l’orizzonte,
le donne di casa sempre pronte,
con l’acqua sopra il fuoco,
sempre da sole, piangere un poco
forse fa bene al cuore
che non sente neanche più il dolore.

(Basta con il mare,
con l’acqua salata,
con la rete spezzata,
con le lacrime amare.
Andare lontano,
lontano dal mare,
dalle cose più care,
ma andare lontano)

Ma la gente di mare
ha sempre la voglia di viaggiare,
sogna porti lontani
e naviga insieme coi gabbiani;
nelle notti di luna
avere il ricordo di qualcuna,
che un giorno ha preso il cuore
e gli ha dato appena un po’ d’amore.

(in “Riverberi vietresi” ed. Akkuaria, 2012)

6 luglio 2013

NUDA LA TERRA, UNA MIA POESIA.


NUDA LA TERRA

Siate pur calmi
io non mi sottraggo
al presente sconfinato
momento
d’intimo tormento.

Ma sarà solo
la nuda terra
pronta ad accogliermi
come stellare eclissi
schiudendomi i suoi abissi
di bonaccia marina.

Codesta sarà la dimora
che consolerà
il pianto dei miei anni
le notti degli affanni.

Muterà
tutte le morti
dei miei giorni assorti
vissuti al mondo
finalmente in vita.

Copyright ©Antonio Ragone

Google+ Badge