27 novembre 2012

BREVISSIMO PENSIERO SULLA CONOSCENZA UINIVERSALE.

La conoscenza universale va di pari passo con le conoscenze individuali, che, per quanto ampliate e sommate, mai possono, a mio parere, pervenire all’universalità mediante la razionalità, quindi, non può esistere “conoscenza universale” in un contesto qual è il nostro mondo, dove tutto incede sui doppi binari dell’individualismo e del relativismo. Mi riesce difficile, pressoché impossibile, pensare che ci sia una conoscenza universale che appartenga alla ragione. Mentre capisco e so che può esistere una conoscenza individuale, mai universale e pur sempre limitata, alla quale si può arrivare attraverso l’intuizione “propria” dell’individuo. L’Arte è un ottimo veicolo per questo trasferimento della ragione individuale.

17 novembre 2012

PAUL VERLAINE, CANZONE D’AUTUNNO.


La voce del vento autunnale che giunge all’anima inquieta del poeta è un lungo lamento simile a singhiozzante musica di violini, che strazia il cuore dando una opprimente sensazione di stanchezza. Lo scorrere implacabile delle ore fa riaffiorare lontani giorni con i loro ricordi, tristi fino al pianto. E nell’amara tristezza del momento, il poeta coglie l’immagine accorata di se stesso, che, simile ad una foglia in balia del vento, non trova pace. È come sentirsi senza vita, una foglia morta. 

- Annotazione: Avviene, mio malgrado, quando mi appresto alla traduzione d’una poesia, di scriverla con la penna della mia anima. Naturalmente, né ne sarei capace, senza nulla togliere alla statura letteraria del suo autore.




CANZONE D’AUTUNNO

I lunghi singhiozzi
di violini
dell'autunno
feriscono il mio cuore
d’un battito
monotono.

D’inquietudine pregno
e affranto, quando
l’ora mi colpisce,
riaffiorano
antichi giorni
e piango.

E mi abbandono
all’implacabile vento
che mi sbatte
di qua, di là,
simile ad una
morta foglia.

Paul Verlaine

(Traduzione di © Antonio Ragone)

10 novembre 2012

ALLA RICERCA DELLA NOSTRA META.


Ma è proprio la paura lo spettro che attanaglia le nostre vite, ci chiude in un cerchio senza via, o peggio, in un labirinto di cui sappiamo esistere il varco, ma non lo troviamo, magari ci avviciniamo ad un passo, poi, senza accorgercene, l’ansia ci respinge inconsapevolmente all’interno, con la furia che sia di là l’uscita. Io, marinaio inconsapevole, come tutti in questo viaggio della vita, navigo per mare tra burrasche e venti contrari, l’onde gelide mi sferzano il viso, e cerco la mia isola nascosta che, lo so, mai troverò. Ma il viaggio è sempre da riprendere, forse ci farà compagnia una lontana e fioca luce d’una darsena. È lì il riparo alle nostre burrasche marine? Sarà alfine la meta che da tempo cerchiamo? Almeno, non fermarsi mai, conosco il patire, so bene com’è difficile, ma non possiamo abbandonarci né addormentarci, anche se il cuore sparge sangue.

1 novembre 2012

GIÀ LA PIOGGIA È CON NOI, DI SALVATORE QUASIMODO.


Una visione autunnale nella pianura lombarda descritta da un poeta dell’esilio. È una lirica insieme classica e concreta, in cui l’evocazione realistica, anzi naturalistica, serve a preparare il terreno per una tristezza: il tempo fugge senza che l’uomo possa far altro che vederlo andare, con le stagioni, con i gesti contadini, con le abitudini eterne degli uccelli. È implacabile il tempo nel suo fluire, fugge di nascosto e porta con sé un triste rimpianto degli anni che sembrano passati invano. Di anni  bruciati è fatta la vita.
L’avverbio già, collocato all’inizio della poesia, ne dà il tono e il senso, il ritorno della pioggia autunnale è il segno che altro tempo è trascorso, per il poeta è una considerazione rassegnata. Eppure la pioggia scuote l’aria silenziosa, quasi volesse ridestare il mondo avvolto in un pesante clima di silenzio e immobilità. Anche le acque sono spente appena mosse dalle rondini. Suggestiva immagine è questa delle rondini, le ultime ormai,  che nella pioggia, anziché volare in alto, sfiorano l’acqua alla ricerca di pesci, richiamando il paragone coi gabbiani. Il fieno diffonde un secco profumo. Questa descrizione del paesaggio prepara il passaggio alla riflessione che - ancora -  un altro anno è bruciato, nella rapidità del tempo e il rimpianto d’averlo vissuto invano. In realtà è un’amara considerazione sulla vita e sul tempo che l’attraversa silenziosamente, senza rumori. Solo quando un attimo ci fermiamo possiamo contare il tempo, ma non possiamo commentarlo né spiegare. Resta l’inesplicabile mistero della vita.

GIÀ LA PIOGGIA È CON NOI

Già la pioggia è con noi,
scuote l’aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre i recinti degli orti.

Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d’improvviso un giorno. 

Salvatore Quasimodo

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