24 maggio 2012

LA VITA, IL MARE E LA SUA VOCE.


Percorro  la vita sperando in un domani migliore, cammino così vicino al mare, alla riva dei miei pensieri che appaiono simili a granelli di sabbia che volano via, chissà dove, alla prima folata di maestrale. Ascolto il mare e il rumore della risacca quando le sue forti onde s’infrangano sugli scogli o quando quelle lievi accarezzano la rena sulla battigia. Ma non sempre riesco a comprendere la sua voce, perché le sue parole vengono da molto lontano. Ma conosco i silenzi marini nascosti nelle conchiglie disperse sulla sabbia. Spesso mi avvicinano i gabbiani che odorano di salsedine, a volte li vedo appollaiati sugli scogli che appaiono come bianchi isolotti e nemmeno in quel momento riesco a percepire quanto sia grande una piccola goccia di mare. Che ne so della vita? spesso mi chiedo, delle partenze e degli arrivi, delle attese infinite. L’orizzonte forse possiede tutti i miei segreti e io credo che oltre lui tutto si sveli. Fa bene anche l’illusione quando serve per conforto. Spesso mi ritrovo a mirare questa grande distesa azzurra, penso di trovare in essa la risposta alle mie inquietudini.

20 maggio 2012

COSTIERA AMALFITANA, UNESCO, PATRIMONIO UNIVERSALE DELL’UMANITÀ.

La costiera amalfitana è il tratto di costa della Campania che si affaccia sull’ampio golfo di Salerno, famoso in tutto il mondo per la sua particolare bellezza naturalistica, e per tale bellezza dall’UNESCO è considerato patrimonio universale dell’umanità.

I confini della repubblica amalfitana erano sorvegliati lungo la costa frastagliata da castelli che sono tuttora visibili, ancora oggi vicino ai centri abitati, ad una altezza a metà tra il mare e i monti della costa d’agavi fichidindia e carrubi, mentre a ridosso del mare sorgevano una serie di torrette di avvistamento per contrastare le frequenti incursioni dei saraceni.

L’area del sito Unesco racchiude paesi incantevoli immersi in un territorio suggestivo racchiusi tra mare e monti, altresì ricco di testimonianze storico-artistiche, come le ville romane di Minori e Positano del I secolo d.C, l'architettura murale del medioevo, gli oggetti preziosi di oreficeria e artigianato custoditi all'interno di chiese e musei, fino agli incanti naturalistici della Valle dei Mulini.

Vietri sul Mare, partendo da Salerno,  apre la Costiera con le sue stupende cupole a maiolica, segno rappresentativo del suo vitale artigianato, la ceramica vietrese, famosissima in tutto il mondo. Poi si susseguono antichi favolosi centri marini come Cetara, Maiori e Minori.
Dal mare salendo su pei monti, attraversando i borghi montani di Tramonti, s’adagia Ravello, quasi sospesa tra mare e cielo ove si respira un’atmosfera d’altri tempi con le sue magiche ville, Cimbrone e Rufolo.. Di fronte a Ravello sorge sui monti un piccolo delizioso paese, si dice fosse il più antico della costiera, è Scala. Nella valle del Dragone sorge Atrani, e da qui proseguendo s’arriva ad Amalfi, una delle antiche quattro repubbliche marinare, poi il borgo di Conca dei Marini fino a giungere al paese dipinto di Furore e al suo fiordo spettacolare, e poi ecco Praiano, tra i valloni nudi e selvaggi che contrastano con le vivaci casette dei pescatori. Ora dinanzi appaiono i monti costieri alti e scoscesi, nella cui parte più rientrante sorge, simile a presepe, il paese fitto di case che dalla cima scende serpeggiando fino al mare, è Positano. Davanti ad uno spettacolo davvero unico al mondo per bellezza paesaggistica, Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris affermò Non è possibile, ma esiste". Giambattista Della Porta, autore rinascimentale, ha descritto in maniera pregevole lo splendore della costiera paragonando la bellezza degli orti Esperidi ai giardini dei limoni che disegnano la costa d’un giallo dirompente, terrazzamenti coperti del giallo dei limoni che si mischiano al verde della montagna, e vanno ad unirsi alla mutevole sfumatura del mare. La bellezza della costiera amalfitana è celebrata anche dal Boccaccio nel Decameron, II novella, IV giornata: “ … Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d'Italia; nella quale assai presso a Salerno e una costa sopra 'l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d'Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d'uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri…”.  

11 maggio 2012

POESIA, UN URLO NEL SILENZIO.

Le tematiche della poesia di oggi sono la solitudine, l’abbandono, l’indifferenza, l’inquietudine. Ormai la società ha giocato a dadi con la sorte a favore dell’edonismo e dell’egoismo. I poeti non possono che “urlare” al mondo che non vuole più ascoltarli. C’è chi ha detto di tornare ad ascoltare i poeti, ma oggi pochi toccano il cielo.
La poesia non morirà mai perché i poeti non potranno evitare la propria compulsione che li spinge a buttare nei versi tutti i pensieri nascosti nel silenzio che nessuno ha più voglia di ascoltare.

1 maggio 2012

I POETI E LE LORO EMOZIONI.

Come sempre, i poeti vedono la vita da tutti i luoghi temporali che la posseggono, passato-presente-futuro, un’unica forma che si proietta nell’ambito spaziale dei sentimenti e dei continui e pur sempre mutevoli alternarsi d’emozioni. Sì, essi devono raccontare,  invocare, anafore martellanti. A chi ti rivolgi, Poeta? Io son sicuro che tu rivolgi codeste tue invocazioni ad una persona a te sconosciuta, eppure così vicina a te, dentro di te. Sei tu che chiedi a te stesso, oh noi stessi sconosciuti, quasi supplichevole, ma con energica fermezza, di custodire la sacralità dei ricordi (ri-cordis) ritornare al cuore, che hanno forgiato la nostra esistenza, i nostri sentimenti, quei ricordi fitti e dalle lunghe ombre, i ricordi del cuore, degli amori e degli amici persi e ritrovati, delle amarezza delle partenze sempre viste con la tristezza d’improbabili ritorni, d’una porta che, per nostra quietezza, non si chiuda mai alla possibilità del perdono, nella consapevolezza d’aver come compagno di viaggio il dolore per le tante assenze che mai riusciremo a colmare.

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