18 novembre 2011

NOVEMBRE, IL TEMPO DELLA RIFLESSIONE.

Ho sempre considerato la stagione autunnale come il tempo della riflessione. Il sentiero del vivere è fatto di continui mutamenti dello stato d’animo dovuti a percezioni esterne della propria sensibilità.  Proprio in questa fase autunnale si sta avverando in me un intimo e continuo alternarsi d’emozioni e riflessioni ove s’acuisce il senso dell’inquietudine generando il sano sentimento della malinconia. 



NOVEMBRE

... e
Sentirmi
Come la foglia
Che la terra chiama
Sopra le foglie

Antonio Ragone
(Da "I passi sul sentiero sconosciuto - verso marine sponde -" Giovane Holden Edizioni - 2010)

10 novembre 2011

UN GIORNO A CASERTAVECCHIA.

Casertavecchia, frazione di Caserta che sorge alle pendici dei monti Tifatini, è un antico borgo medievale rimasto intatto nel Tempo. 
Pier Paolo Pasolini, nel periodo settembre-ottobre del 1970, lo scelse come location per giravi gran parte degli esterni del suo film “Decameron”, che uscì nel 1971.
Qualche anno fa mi recai a visitarlo, ebbi l’impressione di trovarmi immerso nella Storia.



UN GIORNO A CASERTAVECCHIA

M’insinuo nei vicoli della storia
tra l’allegria della scolaresca in gita
culturale, unici vivi che s’incontrano,
oltre ai cani, nei gelidi passi.
Casertavecchia dorme nella sua fredda storia,
come ogni storia è fredda del passato,
e la solitudine che segue agli eventi strepitosi,
ripetutisi nel tempo, smarrisce il pensiero
in una illogica assenza. Eppure vivo dei secoli
ogni momento, sento il respiro d’uomini e donne,
ne rimane l’immagine d’esser loro vicini,
perché lì son stati dove son’io adesso,
quasi smarrito, e forse anch’io assente.
Ad altri, che nel futuro verranno, tra i vicoli
infreddoliti che tutti s’aprono alla piazza del Duomo,
alla facciata, così antica, al campanile,
sarà concesso di sentire di noi
moderni il fiato e il passo confondersi
in quest’aria natalizia. È fredda l’aria,
e mentre scendo per la stretta via,
quasi impaurita, m’imbatto in un gregge
che ritorna dalla storia, mentre d’intorno
s’ergono innevati i monti, che proteggono
da lontano, tra spazio e spazio, un gelido mare.

Antonio Ragone (da “L’isola nascosta” Ed. Akkuaria 2007)

1 novembre 2011

PAESE, DI RENATO FILIPPELLI.


PAESE

Oggi una nostalgia
di pietre, di sterilità: la mia memoria
è artiglio sul cordone dell’asfalto:
raffiora il desolato
paese della vita dei miei padri.
Il Masssico coi cespi
tagliente dello strame  alle pendici
e i vertici piagati dalle crude
epifanie del sole; la vallata
dei trenta borghi con le grotte vive
delle voci sepolte delle madri
che chiamavano all’alba i figli spersi
o chiusi nell’oblio. M’approda in cuore
oscuro flutto di preghiera: il passo
del medievale rito della morte
di Cristo, a Sessa degli Aurunci.

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