23 aprile 2011

DAVID MARIA TUROLDO: PER IL MATTINO DI PASQUA.

David Maria Turoldo nacque a Coderno, frazione di Sedegliano, in provincia di Udine, il 22 novembre 1916, e morì Milano il 6 febbraio 1992. Il suo vero nome fu Giuseppe, nono di dieci fratelli d’una famiglia contadina, umile e molto religiosa. Assunse il nome David Maria quando negli anni trenta entrò nell’ordine dei frati dei Servi di Maria. Fu uomo di forte spiritualità e di impegno civile verso il prossimo. Negli ultimi anni di vita, malato di cancro, che egli, con chiaro riferimento biblico, chiamava il “Drago”, visse a Sotto il Monte, il paese di Papa Giovanni XXIII. I suoi funerali furono officiati a Milano dal cardinale Carlo Maria Martini. Un secondo rito funebre venne celebrato nella sua Casa a Fontanella di Sotto il Monte, dov’è sepolto nel piccolo cimitero. Il 2 febbraio 1992, al termine della sua ultima messa domenicale, si era congedato dai fedeli con la frase: «la vita non finisce mai!».

L’enigma e la necessità della poesia, questo il pensiero prevalente dell’azione poetica di David Maria Turoldo. La sua presenza nella poesia contemporanea assume notevole importanza particolarmente oggi, in un momento che la poesia risulta praticamente emarginata, e la parola poetica s’è fatta sempre più sotterranea, quasi inascoltabile, stordita e distrutta dal frastuono d’un mondo che sembra nutrirsi solo di rumori. La formazione poetica di padre Turoldo ha origini prevalentemente bibliche, continuamente impegnata in un confronto con la Bibbia, un richiamarsi ad essa, ai suoi temi, ai suoi valori e ai suoi personaggi in un persistente colloquio mistico con Dio, come fecero gli antichi profeti, con evidenti riferimenti soprattutto verso Isaia e Geremia.


PER IL MATTINO DI PASQUA

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
Non credo più nemmeno alle mie lacrime,
e queste gioie sono tutte povere:
metterò un garofano rosso sul balcone
canterò una canzone
tutta per lui solo.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell’usignolo che canta sempre solo
da mezzanotte all’alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all’alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: «pace!»
e poi cospargerò la terra
d’acqua benedetta in direzione
dei quattro punti dell’universo,
poi non lascerò mai morire
la lampada dell’altare
e ogni domenica mi vestirò di bianco.

Io vorrei donare una cosa al Signore,
ma non so che cosa.
E non piangerò più
non piangerò più inutilmente;
dirò solo: avete visto il Signore?
Ma lo dirò in silenzio
e solo con un sorriso
poi non dirò più niente.

David Maria Turoldo (Da “ Per il mattino di Pasqua”)

5 commenti:

  1. angelina cominel25 aprile 2011 08:11

    Con piacere voglio aggiungere a questo bellissimo post, un pensiero di Padre Turoldo:
    "Penso che nessun'altra cosa ci conforti tanto, quanto il ricordo di un amico, la gioia della sua confidenza o l'immenso sollievo di esserti tu confidato a lui con assoluta tranquillità: appunto perchè amico. Conforta il desiderio di rivederlo se lontano, di evocarlo per sentirlo vicino, quasi per udire la sua voce e continuare colloqui mai finiti".

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  2. Padre Turoldo è stato uomo di forte spiritualità, scrittore di saggi e di libri, collaboratore di giornali e riviste, uomo coraggioso e tormentato, impegnato su vari fronti, impegno che talora gli procurò sofferte incomprensioni con l'autorità ecclesiastica. Gli ultimi anni della sua vita furono segnati dal dramma della lotta contro la malattia e dalla più alta produzione poetica, ma furono compimento anche di un più sereno rapporto con la Chiesa, di cui furono chiari segni la rinnovata chiamata a predicare nel duomo di Milano da parte del cardinal Carlo Maria Martini.
    Antonio, la ringrazio per questo omaggio.

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  3. Mi può dare per cortesia il titolo del libro da cui è tratto questa stupenda lirica di David Maria Turoldo, vorrei prenderlo... grazie

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  4. David Maria Turoldo è stato un grande intellettuale dei più recenti anni della storia italiana non solo letteraria. Sì, alcune sue posizioni gli hanno procurato problemi con le autorità ecclesiastiche, poi rientrate. In questo campo ci sono tanti esempi illustri… Io ricordo ancora con commozione, la messa domenicale, quella consueta trasmessa su rai 1, che fu ripresa in diretta dalla Chiesa di Sotto il Monte, celebrata da padre Turoldo, fu la sua ultima messa domenicale, morì pochi giorni dopo, il suo volto sofferente, la sua voce tremante, la sua forte spiritualità nell’accettare la volontà di Dio.

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  5. Maria, la lirica è tratta da "O sensi miei..." - Poesie, 1948-1988, edito da Biblioteca Universale Rizzoli BUR - 1994. Il testo raccolgie tutti i volumi poetici pubblicati nel tempo da Turoldo.

    La lirica qui pubblicata è tratta da un poemetto "Per il mattino di Pasqua", anch'esso inserito nel testo indicato.

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